Page 53 - IL TEMPO DEL CERCHIO_Geografia 5
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TOSCANA
                 MITICO
                 MITICO






                                   CHICHIBÌO E LA GRU




                La Toscana ci ha regalato molti tra i primi autori che scrivevano nella lingua antenata
                dell’italiano, la lingua volgare di Firenze. Tra i più noti c’è Giovanni Boccaccio, vissuto
                poco meno di 700 anni fa. In questo suo racconto il cuoco Chichibìo si mette nei guai con
                il nobile Currado. Per evitare la punizione dovrà usare... la sua simpatia!


                Currado Gianfigliazzi, un nobile di Firenze, un giorno catturò una gru
                ben nutrita. La portò al suo cuoco Chichibìo e gli ordinò di cu-
                cinarla per la cena.
                Chichibìo pulì la gru, la preparò con cura e la mise a cuo-
                cere. Attirata dal profumo delizioso, una ragazza del vi-
                cinato di nome Brunetta, di cui Chichibìo era innamo-
                rato, ottenne dal cuoco una coscia della gru.
                Quando la gru fu servita a tavola, Currado si stupì.
                Fece chiamare il cuoco e gli domandò che fine aves-

                se fatto l’altra coscia.
                Chichibìo, per nascondere la verità, rispose pronta-
                mente: – Mio signore, le gru hanno una sola coscia
                e una sola zampa!
                Currado, contrariato, replicò: – Ma che dici? Pensi for-
                se che io non abbia mai visto una gru in vita mia?!
                Il cuoco insistette: – Vi assicuro che è così. Quando vole-

                te, ve lo dimostrerò.
                Currado si limitò a dire: – Bene, domani mi farai vedere quello
                che dici; ma se sarà diverso, ti punirò molto severamente.
                Il giorno seguente, Currado e Chichibìo si recarono al fiume. Quando ar-
                rivarono, videro presso la riva ben dodici gru che stavano ritte su una sola zampa, come
                fanno sempre quando dormono.
                Tutto contento, Chichibìo le mostrò a Currado dicendo: – Ecco! Vedete che ieri sera vi
                dicevo la verità? Le gru stanno su una zampa sola!
                Currado, però, si avvicinò agli animali e gridò forte: – Oh! Oh!

                A quel grido subito tutte le gru abbassarono l’altra zampa e fuggirono.
                – Hai visto, furfante? – esclamò Currado. – Ora ti sembra che abbiano una sola zampa?
                Ma Chichibìo rispose: – È vero, signore, ma ieri sera voi non avete gridato “oh, oh” alla
                gru arrostita! Se lo aveste fatto, anche quella avrebbe tirato fuori l’altra zampa!
                Questa risposta fu così spiritosa che Currado scoppiò a ridere: la sua rabbia si trasfor-
                mò in allegria e Chichibìo evitò la punizione.

                              Giovanni Boccaccio, Il Decamerone. Dieci novelle, Editrice Piccoli - Edizioni il capitello                51
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