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I POPOLI DELL’ITALIA



               Alleati per vincere - I LATINI

               I Latini si stanziarono nelle aree attraversate
               dal fiume Tevere, in prossimità della sua foce.
               Secondo una delle tradizioni più diffuse, erano
               i discendenti di Enea e di coloro che erano
               fuggiti insieme a lui da Troia, dopo la distruzio-

               ne della città da parte degli Achei.
               Erano divisi in gruppi chiamati populi e da-
               vano molto valore alle alleanze: essi, infatti,
               si riunivano in leghe guidate da un dittatore,
               scelto a turno tra i vari gruppi soprattutto per
               affrontare le guerre e per dividersi le conquiste.
                                                                           Bassorilievo con carri e cavalli alati, ritrovato a Palestrina, nel Lazio.

               Rispettosi delle leggi - I SABINI

               I Sabini abitavano una parte interna dell’attuale Lazio. Erano                                    Anche i popoli del
                                                                                                                Centro Italia erano
               organizzati in gentes, cioè in ampi gruppi familiari, ed erano                                   molto abili nella
               governati da un re. I reperti ritrovati testimoniano che si trat-                                lavorazione dei
               tava di un popolo di agricoltori e allevatori, che aveva anche                                   metalli.
               intensi scambi commerciali con i popoli vicini. I Sabini erano
               molto religiosi e adoravano diverse divinità legate alla natu-
               ra: è proprio questo sentimento che li portava a rispettare la
               vita e tutte le regole necessarie a difenderla.


               Abili commercianti - I PICENI

               Secondo alcune tradizioni, i Piceni derivarono da gruppi di Sa-
               bini emigrati nelle Marche e nel nord dell’Abruzzo. I loro centri
               abitati sorgevano sulle alture ed erano circondati da fossati,
               utili a difendersi meglio dai nemici. I Piceni sapevano lavorare
               l’ambra, che poi commerciavano non solo con i popoli vicini
               ma anche, partendo dai loro centri lungo la costa adriatica, con                  Scultura nota
                                                                                                come il Guerriero
               le terre d’oltremare come la Dalmazia.                                           di Capestrano,
                                                                                                ritrovato nei
                                                                                                pressi dell’Aquila,
                                                                                                in Abruzzo.
                       La Via dell’ambra

                  Tra i prodotti più scambiati dai popoli italici ci fu
                  l’ambra. A questa resina fossile venivano attribuiti
                  poteri magici e di guarigione: ecco perché era                                    La ricerca
                  considerata di grande valore e utilizzata per
                  impreziosire i gioielli. L’ambra arrivava dalle                                   Che cos’è la Via dell’ambra?
                  spiagge del Mar Baltico, nel nord dell’Europa, per                                Svolgi una breve ricerca per
                  poi essere lavorata e commerciata anche in Italia.                                saperne di più.

                                                                                                                                        53
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