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I ROMANI GLI ASPETTI DELLA CIVILTÀ
La religione
I Romani erano politeisti. La loro religione cambiò molto nel corso del tempo. In origine,
pregavano soprattutto esseri soprannaturali collegati alla natura e al lavoro nei campi.
Si trattava spesso di spiriti invisibili, che non venivano raffigurati in dipinti o statue.
Riti, altari e sacerdoti
I primi riti si svolgevano all’aperto, per esempio
in una foresta o nei pressi di una sorgente. Aveva-
no lo scopo di ringraziare gli spiriti per gli eventi
lieti o di calmare la loro collera. Davanti a un pic-
colo altare o a un fuoco sacro, queste prime di-
vinità erano adorate con preghiere, offerte di vino
e cibo, sacrifici di animali.
I riti erano celebrati dai sacerdoti, ma anche i
pater familias potevano svolgere cerimonie reli-
giose all’interno della famiglia.
I
n occasione di un matrimonio, un ariete viene
offerto in sacrificio affinché gli sposi abbiano
una vita lunga e felice.
Già in epoca monarchica, iniziò il culto della dea
Vesta, protettrice del focolare domestico, che in
ogni casa romana era il centro della vita familiare.
Nel tempio a lei dedicato, un fuoco sacro veni-
va tenuto sempre acceso grazie a delle speciali
sacerdotesse: le Vestali. Queste sacerdotesse de-
dicavano la loro vita al servizio religioso: essere
scelta come Vestale era considerato un grande
onore.
Divinità “casalinghe”
In famiglia si pregavano i Lari e i Penati. I Lari
erano le divinità che proteggevano la casa, i Pe-
nati custodivano le provviste di cibo. Inoltre era-
no venerati i Mani, cioè gli spiriti degli antenati,
che secondo i Romani tenevano unita la famiglia.
Un larario, cioè un altare dedicato ai Lari.
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