Page 80 - IL TEMPO DEL CERCHIO_Storia 51
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I ROMANI GLI EVENTI STORICI
Le lotte tra patrizi e plebei
I plebei facevano parte delle assemblee ma restavano esclusi dalle cariche di gover-
no, perché i magistrati erano scelti fra i patrizi: questa situazione creava malcontento
nella popolazione.
Inoltre, i plebei erano stanchi di dover combattere nell’esercito senza ricevere alcuna
ricompensa o vantaggio: le terre conquistate, infatti, venivano comunque assegnate
ai patrizi. Perciò, nel 494 a.C. si radunarono sul colle Aventino e minacciarono di non
prestare più servizio militare per Roma.
I patrizi dovettero accogliere le richieste dei plebei: la protesta portò infatti alla crea-
zione di una nuova figura, quella del tribuno della plebe . I tribuni erano due, pote-
vano essere eletti solo fra i plebei e avevano il potere di annullare le leggi contrarie
agli interessi della plebe.
Le Dodici Tavole
Intorno al 450 a.C., i plebei raggiunsero un altro im-
portante risultato: un codice di leggi scritte. Una spe-
ciale assemblea composta da patrizi e plebei mise a
punto il codice delle Dodici Tavole, così chiamato
proprio perché le leggi furono raccolte e incise su do-
dici tavole, poi esposte pubblicamente in modo da
renderle ufficiali.
Alcune norme erano ancora arretrate perché si basa-
vano sulla “legge del taglione”. Il codice, però, servì a
stabilire il principio per cui le leggi dovevano essere
applicate nello stesso modo a patrizi e plebei.
Una veduta del colle Aventino, che si affaccia sul Tevere. CI RAGIONO…
La “legge del taglione” si basava sul
principio “occhio per occhio, dente per
dente”. Rispondi alle domande.
• Quale popolo che hai conosciuto lo
scorso anno utilizzava questo principio
per scrivere le proprie leggi?
• Perché nel testo si dice che la “legge
del taglione” è arretrata?
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