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CALABRIA                                                                     La LEGGENDA della regione
                 Pagine 66 e 67

                                          La leggenda della vite

          ESERCIZI





                                                        Tanto tempo fa, la vite calabrese era una pianta che non dava
                                                        né fiori né frutti. I contadini la ritenevano dannosa e spesso
                                                        veniva sradicata e gettata via, insieme alle erbacce e ai rami

                                                        secchi dei ben più utili olivi.
                                                        Un giorno, un contadino si dispiacque di dover strappare
                                                        quella pianta dalle larghe foglie verdi, così le si avvicinò e
                                                        le disse: – Ti lascerò vivere, ma ti farò diventare più piccola
                                                        possibile, in modo che tu non faccia ombra a ciò che ho
                                                        appena seminato.
                                                        Detto questo, potò la vite energicamente finché della pianta
                                                        non restarono che pochi rami, nudi e corti.
                                                        La vite pianse a lungo e il suo pianto fu sentito da un usignolo

                                                        che ebbe compassione di lei e le disse: – Non piangere più:
                                                        canterò per te e le stelle ti aiuteranno!
                                                        L’uccello volò sui rami tagliati e cominciò a cantare con
                                                        una voce così dolce che la vite smise di piangere e guardò
                                                        in alto piena di speranza. Le stelle, commosse dal canto
                                                        dell’usignolo, regalarono un po’ della loro forza alla pianta.
                                                        La vite si sentì rinascere: nuove gemme spuntarono sui suoi

                                                        rami e piccoli riccioli verdi, i viticci, si avvolsero intorno alle
                                                        zampe dell’usignolo, come per accarezzarlo e ringraziarlo.
                                                        Quando arrivò l’alba l’uccello volò via, proprio mentre i primi
                                                        acini iniziavano a prendere i caldi colori del sole.


                                                        Fu così che la vite diventò una pianta da frutto, ricca di acini
                                                        con la forza delle stelle, la dolcezza del canto dell’usignolo

                                                        e l’allegria delle splendide notti d’estate.






                 1  La leggenda fa riferimento a una importante coltivazione della Calabria dalla quale
                    si ottengono uva da tavola e vino. Documentati e rispondi alle domande.
                        Quale zona della regione non è specializzata nella viticoltura?

                           La zona vicino a Crotone                 I dintorni del Monte Pollino
                           L’area di Catanzaro                      Il Parco Nazionale dell’Aspromonte

                       Quali tra questi vini non è prodotto in Calabria?
                           Cirò             Pollino             Chianti             Savuto


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